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Salute: donne contro uomini! La salute di genere

Attraverso l’Organizzazione Mondiale della Sanità si è iniziato a parlare delle differenze di genere già nel 1998 e, dal 2002, ha chiesto che l’integrazione delle considerazioni di genere nelle politiche sanitarie diventi pratica standard in tutti i suoi programmi.
Ma cosa si intende per “genere”’? Si considerano le “differenze sociali tra donne e uomini, apprese e modificabili nel corso del tempo, con caratteristiche diverse entro e tra le culture”.
La Medicina di genere come strumento di appropriatezza clinica, principio di equità delle cure per i bisogni di salute della donna e dell’uomo e diventa una nuova dimensione della medicina che studia l’influenza del sesso e del genere sulla fisiologia, la fisiopatologia e la patologia umana.
Prima di definire bene cos’è la medicina di genere è importante definire bene due concetti e cioè, il sesso ovvero quello che è dato dalle caratteristiche biologiche (genetiche, anatomiche e endocrine) e il genere considerato più un riferimento sociale dettato dai comportamenti, dalle attività e dagli attributi che una società considera specifici per gli uomini e per le donne.
L’influenza del genere si manifesta anche sulla salute, ci sono malattie tipiche della popolazione femminile e altre più specifiche di quella maschile.

PERCHE’ PARLARE DI “MEDICINA DI GENERE”?

Secondo i dati dell’ISTAT le donne si ammalano di più eppure nonostante ciò vengono sempre sottostimate negli studi di ricerca, nelle sperimentazioni farmacologiche e negli studi clinici.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede che entro il 2030 il numero delle donne over 50 nel mondo raggiungerà la notevole cifra di 1 miliardo e 200 milioni circa. In Italia, su una popolazione di 60 milioni  di persone, circa 31 milioni sono donne e, di queste, circa 12 milioni hanno più di 50 anni di età.
Rispetto agli uomini (circa il 5%) l’8,3% delle donne italiane denuncia un cattivo stato di salute. Circa il doppio delle donne, confrontate con le percentuali maschili) soffre di disabilità legate e vista, udito e movimento.
Le malattie per le quali le donne presentano una maggiore prevalenza rispetto agli uomini sono:

·       malattie cardiache
·       allergie
·       diabeteuomodonna
·       ipertensione arteriosa
·       calcolosi
·       artrosi e artrite
·       cataratta
·       malattia di Alzheimer
·       cefalea ed emicrania
·       depressione ed ansietà
·       malattie della tiroide
·       osteoporosi

In conseguenza a ciò le donne consumano molti più farmaci degli uomini e sono più frequentemente soggette a reazioni avverse.
Queste differenze di genere non devono far pensare che oggi la medicina sia più orientata alla cura e all’assistenza delle donne. Gli uomini, per esempio, sono molto meno attenti alla prevenzione.
Un grosso passo avanti, che ha permesso, oggi, di avviare tutte le campagne di screening legate al tumore della mammella e del collo dell’utero, è stato fatto grazie alla Dichiarazione di Vienna del 1994. Questo ha determinato una riduzione di alcune patologie femminili e un allungamento della vita media.
In realtà, dobbiamo considerare  il concetto di gender che significa genere, maschio e femmina, superando  la contaminazione della medicina delle donne per rappresentare una medicina equamente attenta sia all’uomo che alla donna. Perché il genere ha un impatto anche sull’uomo.
Sarebbe più giusto parlare di medicina “su misura”, personalizzata, che consideri le differenze tra uomo e donna, tra la manifestazione e il decorso della malattia, variabile a seconda del sesso.
Eppure, malgrado le donne si ammalino di più, il tasso di mortalità è più elevato negli uomini, così come l’invalidità derivante dalla malattia. Tutti fattori che spesso portano i soggetti, specie quelli più anziani, all’istituzionalizzazione.

Chi diceva, quindi, che “donna è bello”? Forse bisognerebbe ripensarci!    N.N. A&V

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Infortuni domestici: gli anziani i più colpiti!

L’organizzazione Mondiale della Sanità definisce infortuni domestici “gli incidenti per i quali sono somministrate cure mediche e che si verificano nelle abitazioni o negli immediati paraggi, (cortili, giardini, garage)  nel tempo libero e/o a scuola”. Questa tipologia di incidenti coinvolge ogni fascia d’età e rappresenta nei Paesi sviluppati la prima causa di morte per i bambini, anche se il gruppo in assoluto più colpito è quello delle casalinghe e degli anziani.Categorie di persone, quest’ultime,  che trascorrono in media più ore nelle proprie abitazioni e svolgono in casa un maggior numero di attività. Le più colpite sono le casalinghe: ben quattro incidenti su dieci coinvolgono casalinghe di ogni età.  Più delle volte sono le donne che utilizzano gli elettrodomestici per le faccende di casa, col pericolo di folgorazione; sono loro che, preparando il pranzo, vengono a contatto coi fornelli e coi liquidi bollenti con il conseguente pericolo di ustioni; sono loro che usano detersivi, abrasivi e disinfettanti. Sono le donne che spostano i mobili per le pulizie e che, il più delle volte, devono conciliare lavoro casalingo, cura dei figli e anche occupazione fuori casa. Insomma prese da fretta e stress diventano più facili soggetti di incidenti. Riguardo agli anziani uno dei rischi maggiori è legato al pericolo cadute. Dall’indagine Istat emerge che le donne over 65 sono proprio la categoria più colpita. La lentezza di riflessi e la fragilità le rendono particolarmente vulnerabili: per loro in particolare è sempre in agguato il pericolo di cadute (con rischio, di frattura del femore), che in età avanzata può  essere mortale. Si scivola sul pavimento lucido o umido oppure dentro la vasca da bagno. Continua a leggere “Infortuni domestici: gli anziani i più colpiti!”

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