Tecnologia e internet nella terza età

I progressi della medicina hanno “regalato” al nostro secolo una maggiore longevità, tanto da avere una crescente popolazione di persone anziane in ogni parte del pianeta. E se da un lato emerge la necessità di assumersi la responsabilità di accudire i cittadini più vecchi, dall’altro la società contemporanea è chiamata a riconoscere il ruolo dell’anziano che vuole essere presente e attivo, pur nell’adattamento ai cambiamenti del proprio corpo e dell’ambiente circostante, nel rispetto di ogni bisogno, psicologico, spirituale e sociale.

Nel caso specifico del nostro tempo, una sfida per gli anziani emerge dalla rivoluzione digitale, nel rapporto con i nuovi media, in particolare con internet. Non si tratta di un fenomeno esclusivamente italiano; la digitalizzazione degli individui adulti coinvolge anche paesi limitrofi, come:

  • Francia  (24% di over 55, +87% in 4 anni),
  • Gran Bretagna e Germania, in cui rappresentano più del 20% del totale,
  • Spagna, in cui gli over 55 rappresentano ancora poco più del 10% del totale,  ma con una crescita +61% dal 2007.
  •  In Italia naviga il 23% dei senior, poco più di 2 anziani su 10; si tratta di uomini, per il 66%, di alto profilo culturale ed economico

L’utilizzo di Internet, ma soprattutto di siti come Facebook, dove in Italia gli over 65 che lo utilizza è pari al 2.3% contro il 4.9% degli Stati Uniti (infographic 2012), programmi come Skype o di posta elettronica, aiutano gli anziani a tenersi in contatto con amici e parenti e quindi a soffrire meno la solitudine e l’isolamento sociale che sono tra i principali fattori scatenanti la depressione, la cui incidenza (secondo uno studio dell’Università̀ dell’Illinois) tenderebbe ad essere minore intorno ai 45 anni e ad aumentare verso gli 80. Internet si rivela cosi un valido aiuto nel reperire informazioni utili, nel facilitare i contatti e soprattutto nel condurre una vita indipendente. Diverse sono però le difficoltà che gli anziani incontrano nell’utilizzare Internet; tra le principali ci sono la mancanza di conoscenza e di accesso. È importante infatti accompagnarli nella scoperta e nella familiarizzazione dello strumento, e delle dinamiche di base della rete, in modo da far superare a poco a poco la diffidenza iniziale. Ma cosa fanno quando sono in Rete? Principalmente si preoccupano di comunicare con amici e parenti lontani. Molti sono quelli con problemi di deambulazione che hanno trovato in Rete un modo per restare legati all’attualità e ai propri cari pur rimanendo in casa. L’invio di e-mail è entrato ormai nell’uso comune e anche i meno esperti hanno una propria casella di posta elettronica. Altre attività praticate in Rete sono la ricerca d’informazioni, le operazioni bancarie e postali e l’uso dei sistemi telematici offerti dai siti di servizi rivolti al cittadino. Internet come siero di giovinezza, dunque, perché non stimola solo l’attenzione e la concentrazione, ma coinvolge e mantiene alta la voglia di imparare e conoscere. Neuroni e sinapsi vanno stimolati: la curiosità intellettuale è l’arma migliore, insieme alla sana alimentazione e al movimento, per contrastare l’invecchiamento cerebrale.

La vecchiaia, da sempre compagna dell’uomo, è una condizione di vita che non va valutata secondo una serie di preconcetti, ma va considerata e soprattutto “accompagnata”, perché ogni anziano desidera mantenere la propria autonomia il più a lungo possibile e merita un posto nella società. M.S A&V

Non e’ la specie più intelligente a sopravvivere e nemmeno quella più forte. E’ quella più predisposta ai cambiamenti.       [Charles Darwin]

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claudio
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Per esperienza, so che ci sono degli arzilli 80 enni che se la cavano meglio dei 60 enni! Imparare è utile a tutte le età 🙂