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Il Papa e gli anziani

Non voglio certo farne una questione religiosa o politica, ognuno è libero di credere o no, ma voglio comunque sottolineare, con una visione assolutamente laica, quanto Papa Francesco stia facendo per dare rilievo alla condizione degli anziani. All’incontro che ha tenuto in Brasile in occasione della giornata mondiale della gioventù, durante l’Angelus celebra i nonni e il dialogo tra le generazioni, soprattutto all’interno della famiglia, “un tesoro da conservare e alimentare”. “Auguriamoci di poter invecchiare come il buon vino”.
Ribadisce un concetto a lui caro, avvicinando giovani e meno giovani, entrambi con un ruolo fondamentale: “bambini e anziani”, ha detto Francesco, “costruiscono il futuro dei popoli”. I più giovani, ha spiegato, sono importanti perché costruiranno la storia, ma i nonni, ha aggiunto, “sono importanti nella vita della famiglia “, loro sono la storia, l’hanno già costruita. In questa giornata mondiale “i giovani vogliono salutare i nonni” “e li ringraziano per la testimonianza di saggezza che offrono continuamente”, il tutto è avvenuto nella giornata dedicata alla festa dei nonni, a suggellare l’importanza di questa unione fondamentale per tutti noi e per l’evoluzione della specie.
Per la sua vicinanza alla gente è stato definito un “papa del popolo” e credo che non possa certo passare inosservata una simile attenzione. Ha definito che “I più gravi mali del mondo in questi anni sono i giovani senza lavoro e i vecchi lasciati soli”.
Per chi, come me, si occupa ormai da circa vent’anni della cura e dell’assistenza agli anziani, un simile messaggio non può certo passare inosservato. Dà spinta e motivazione nel continuare un cammino umano e professionale, a volte difficile ma tanto arricchente dal punto di vista delle relazioni. Ripeto, non ne faccio una questione religiosa, ma un tributo ad una simile attenzione è meritevole di menzione.  N.N.  A&V

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la religione e la famiglia

La religione è un punto focale per la vita di una persona anziana in  quanto rappresenta un ancoraggio spirituale per contrastare la depressione,  la stagnazione emotiva e la disperazione che  determinate condizioni e difficoltà possono  determinare.   “Mens sana in corpore sano” potrebbe essere  il motto per gli anziani che si prendono cura  non solo del loro corpo ma anche, e forse maggiormente, del proprio spirito;  infatti come afferma il neuropsichiatria Bigi “dalla religiosità si può trarre  un valido aiuto nel mantenere integro il senso della propria identità. La  religione come senso di appartenenza a un’entità’ spirituale può aiutare a  tollerare gli sbagli  o le rinunce della vita, l’attuale inutilità o solitudine, e  può mantenere la speranza”.

Questo argomento è stato oggetto di una relazione nel corso di un Congresso Nazionale della Società di Geriatria e Gerontologia SIGG dove sono stati ricordati due studi internazionali che documentano il positivo apporto della pratica religiosa nella salute degli anziani.  Il primo, pubblicato sull’International Journal of Geriatric Psychiatry, descrive come, su un campione di 114 soggetti,  la religiosità influisca positivamente sugli esiti della depressione negli anziani . Il secondo, effettuato in Giappone analizza come la pratica religiosa può mitigare l’effetto della morte di una persona cara. Attraverso il monitoraggio dell’ipertensione arteriosa di 1723 soggetti colpiti da un lutto familiare, si è dimostrato come una dimensione religiosa può essere di sostegno alla salute degli anziani in caso di avversità. Sono stati anche analizzati i rapporti familiari negli anziani; il ruolo dei rapporti fraterni può essere molto importante, infatti i fratelli anziani possono svolgere un reciproco supporto psicologico di rilievo a causa del simile background culturale, emotivo e di ricordi. Mantenere continuativi rapporti con fratelli e sorelle in tarda età può contribuire ad avere una vita emotiva più ricca e soddisfacente, per il maggior senso di continuità e di sicurezza. Può rappresentare il ritrovamento di una parte di sé e dei propri ricordi, ma anche quel senso di intimità affettiva o di segreta complicità che avevano caratterizzato il legame fraterno nell’infanzia, arricchendo la qualità della vita emotiva della persona anziana.

In altre parole dopo una certa età sono utili una palestra per il corpo e una  per lo spirito.    M.S A&V

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